Fatema Baj è studente di ingegneria meccanica dell’Università di Canterbury a Christchurch, in Nuova Zelanda.
Sono moltissime le ragazze impegnate nelle discipline STEM in tutto il mondo, ma ad attirare l’attenzione su di lei, impegnata negli studi scientifici, perché le sue aspirazioni personali sono sostenute e incoraggiate in seno alla sua comunità, quella dei Dāwūdī Bohorā, un gruppo minoritario dello sciismo ismailita; un gruppo costituito da un milione di persone all’incirca, presenti principalmente in India e in molti paesi del mondo, Australia e Nuova Zelanda incluse.
Fatema, fin da piccola affascinata dalla notte e dal cielo stellato, si è interessata alle scienze e ha poi abbracciato gli studi ingegneristici. Tra i suoi lavori, interessanti anche qui in Europa agli antipodi della Nuova Zelanda, c’è un entusiasmante progetto dell'Università di Canterbury che applica le antiche tecniche romane al moderno calcestruzzo autorigenerante.
“I ricercatori stanno sviluppando materiali che reagiscono con l'acqua per formare strutture cristalline, sigillando le crepe nel tempo. Questo approccio innovativo mira a creare un calcestruzzo sostenibile, riducendo le emissioni di carbonio e migliorando la durata delle strutture”.
Lungo il suo percorso, Fatema Baj ha avuto la fortuna di non incontrare grossi ostacoli in quanto donna. La sua filosofia è radicata nei principi dell’impegno costante e di una tenace etica lavorativa. Sostegni importanti per la sua formazione sono la mentorship, il networking e la fiducia nelle proprie capacità. “Il networking con altre persone del settore, in particolare con donne che si sono affermate con successo nel campo dell'ingegneria meccanica, è stato prezioso”.
Fatema ritiene che la diversità nella ricerca consenta di avere prospettive diverse, che portano a nuovi modi di pensare, di risolvere i problemi e di affrontare le sfide. “Nel mio campo, un team eterogeneo apporta una gamma più ampia di idee, esperienze e intuizioni, che portano a progetti più efficaci e inclusivi. Le donne contribuiscono con approcci unici alla risoluzione dei problemi, sfidano le prospettive tradizionali e aiutano a creare soluzioni più complete”. Fatema ha anche sottolineato l'impegno della sua comunità Dāwūdī Bohorā nel sostenere le giovani donne che intraprendono la carriera di ingegnere. “
La comunità svolge un ruolo fondamentale nel sostenere le donne in ingegneria, promuovendo un ambiente che favorisce la curiosità, la fiducia e le opportunità”. L'aspetto più gratificante del suo campo di studio è la capacità di risolvere sfide complesse e di contribuire ai progressi e agli sviluppi del settore. Che si tratti di migliorare la tecnologia o di progettare sistemi efficienti, l'ingegneria meccanica offre infinite opportunità di dare contributi significativi alla società, un concetto in linea con quello della comunità Dāwūdī Bohorā, operosa e proattiva. La comunità promuove molti progetti filantropici: costruzione di ospedali, scuole e restauro di importanti monumenti architettonici musulmani, sia sunniti sia sciiti.
Il termine "bohorā", in gujarati, una lingua del subcontinente indiano, significa "commerciante": per secoli il gruppo si è distinto nei commerci. L’impegno nello studio e l’idea di coltivare le loro conoscenze secolari quanto quelle spirituali, hanno avuto come risultato la costante crescita di professionisti in campo medico, finanziario ed economico. I Dāwūdī Bohorā affermano che l'istruzione delle donne sia non meno importante di quella degli uomini, come nel celebre ḥadīth di Muhammad che afferma: "La ricerca della conoscenza è obbligatoria per tutti i musulmani, sia uomini sia donne".
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